Femmina…come la birra!

Femmina…come la birra!

Creato Martedì, 01 Ottobre 2013 14:46
Pubblicato su DiLucca Scritto da Lucia Franceschini

Capannori  – Tre amiche, una passione e tanta voglia di mettersi in gioco e diventare protagoniste della propria vita. Così nasce Birroir birrificio artigianale frutto dell’idea e della passione di tre giovani donne Elisa Tealdi, Elena DiMartella Orsi e Alejandra Folgado Majo, alle quali si è poi aggiunta Linda DiMartella Orsi, prima colleghe e poi amiche che, stanche e insoddisfatte della propria situazione lavorativa, hanno deciso di non rassegnarsi e di rimboccarsi le maniche per fare di una passione comune una vera e propria impresa.

Dalla gestione dell’impianto all’etichettatura alla comunicazione esterna. Tutto è interamente gestito da queste tre donne con la filosofia di realizzare un prodotto etico e ecosostenibile. Di qui la scelta di utilizzare solo materie prime e lieviti di provenienza delle terre di origine e di sfruttare una risorsa d’eccellenza del territorio di Capannori, dove il laboratorio è situato, che è la sua acqua. Un progetto portato avanti con passione e determinazione nonostante le “tasse impressionanti” e la “burocrazia che ti ammazza” come ci confessano, senza contare il fatto che le tre giovani imprenditrici non hanno usufruito di aiuti economici per realizzare la loro impresa. Sempre più interesse verso questa nuova realtà viene mostrata da molte altre attività del territorio come i ristoranti che, sempre di più, richiedono alle tre ragazze serate a tema con le loro birre. Un progetto tutto al femminile come il prodotto realizzato, la birra, che di femminile ha, secondo una leggenda, la sua origine e invenzione. Tocco femminile che si nota anche entrando nel birrificio dove, ad accogliere i visitatori, sono esposti bicchieri, sottobicchieri ma anche originali gadgets come orecchini realizzati con i tappi delle birre e bajours realizzate con le bottiglie, tutti rigorosamente riportanti il logo Birroir. Un buon esempio di coraggio, capacità e determinazione che fa pensare che realizzare un cambiamento, alla fine, non è poi così un’utopia.